IL RADIOCOMANDO

 

In questo articolo,come potrete dedurre dal titolo parlerò del radiocomando,ovvero il mezzo con la quale guidiamo il nostro automodello. Molti modellisti alle prime armi spesso sottovalutano l’importanza di questo strumento senza sapere o interessarsi molto della differenza che c’è tra i vari tipi di radiocomandi disponibili sul mercato e alle loro caratteristiche. Haimè anche in questo caso con l’aumentare delle prestazioni abbiamo un aumento quasi esponenziale dei prezzi,però nella maggior parte dei casi se facciamo una scelta oculata del modello che più si addice alle nostre esigenze eviteremo di spendere grosse cifre per ritrovarci in mano uno strumento che non sfrutteremo a pieno,insomma sarebbe come comprare un computer per usarlo solo come calcolatrice……. Prima però di mettere mano al portafogli voglio illustrarvi le tipologie di radiocomandi presenti sul mercato e le loro caratteristiche in modo da capire quale sia il radiocomando che più si adatta alla vostre esigenze.

 

STICK O PISTOLA?

                                                                                                                                                               

Tanto per cominciare la prima differenza che salta facilmente all’occhio è la tipologia strutturale del radiocomando,infatti abbiamo 2 categorie generali di radiocomandi e sono quelli di tipo “stick” ossia il radiocomando classico con le leve(stick) dei comandi poste una di fianco all’altra. stik-analogico Successivamente abbiamo il modello detto “a pistola”o”a volantino” che viene impugnato come una pistola e avente un grilletto che comanda la funzione gas-freno nella parte inferiore, mentre nella parte superiore ha un volantino che comanda lo sterzo. pistola-analogico Molti si chiedono quale sia la effettivamente la caratteristica che può farci decidere sul tipo di radiocomando da acquistare, ebbene sono 2 ossia la prima è strettamente personale ovvero si tratta di una questione di abitudine in quanto solitamente chi è abituato ad utilizzare radiocomandi di tipo “stick” vede con molta scetticità quelli del tipo a “pistola” in quanto si vedrebbe costretto ad abituarsi ad un nuovo tipo di radiocomando,decisamente meno “naturale” da utilizzare secondo le sue abitudini. Adesso entra in gioco la seconda e non meno importante caratteristica che differenzia i 2 tipi di radiocomandi, ed è una caratteristica “meccanico-pratica” e anche ergonomica, che va del tutto a favore dei radiocomandi di tipo a “pistola” in quanto i comandi del gas e dello sterzo hanno una “corsa” decisamente più corta rispetto a quelli “stick” vi riporto un esempio per capire meglio. Prendete il caso che state utilizzando un radiocomando “stick”,(le leve di comando hanno circa 1 cm. di corsa per lato) e immaginate che state affrontando una curva a sinistra seguita da una a destra,vi troverete nella condizione di dover passare da “tutto a sinistra” a “tutto a destra” in questo caso dato che la leva dello sterzo è tutta a sinistra,per portarla nella posizione di “tutto a destra” dovrà fare una corsa di ben 2cm. anziché di 1 in quanto non era nella posizione “neutra” .Lo stesso esempio vale anche nel caso di una situazione da “tutto accelerato” a “tutto frenato” . Adesso invece prendiamo come esempio un radiocomando a “pistola” intanto entrambe i comandi hanno circa mezzo centimetro di corsa per ogni lato quindi prendendo come esempio sempre la successione di curve sx-dx anziché avere un’escursione del comando sterzo di 2 cm come nel caso della radio “stick” qui abbiamo solo 1cm. di corsa, e lo stesso vale per il comando gas-freno.Ciò comporta una guida più immediata e precisa del modello. Inoltre in un radiocomando a “pistola” il “volantino” dello sterzo viene azionato tramite una rotazione del polso(come al gioco del biliardino o calcio-balilla) anziché tramite il movimento laterale di un dito pollice che secondo me è più lento,più innaturale e in alcuni casi lo stick può scivolarci dal polpastrello. Per chiudere qui questo argomento volevo solo aggiungere che il radiocomando è uno strumento strettamente personale ossia dobbiamo scegliere quello più comodo alle nostre esigenze fisico-tecniche in quanto è lo strumento fondamentale per poter guidare al meglio il nostro automodello. Inoltre tenete bene a mente che un buon radiocomando dura anni se trattato con le dovute attenzioni. Vi faccio il mio esempio in 10 anni circa ho cambiato più o meno 4 automodelli a scoppio senza calcolare le altrettante auto elettriche,ma la radio è rimasta sempre quella!, ma non per una questione di “risparmio” ma solo perché è ancora oggi una radio dalle buone doti e caratteristiche e funziona ancora egregiamente.

 

RADIOCOMANDI ANALOGICI.

 Radiocomandi analogici

Nel caso dei radiocomandi analogici stiamo parlando di radiocomandi molto economici privi di ogni regolazione all’infuori dei “trim” (levetta tramite la quale regoliamo la posizione neutra del servo,ossia la posizione che il servo mantiene quando non azioniamo il relativo comando) dei rispettivi canali e del comando “riverse” (funzione che ci permette di invertire la corsa del servo). Salvo queste 2 regolazioni come detto prima non ne avrete altre disponibili. Questa categoria di radiocomandi sinceramente mi sento di sconsigliarvela,però se avete acquistato un modello “RTR” e nella confezione c’è una radio analogica bè perché non usarla?ovviamente se ne possedete già una digitale opterete sicuramente per il secondo modello.

  

RADIOCOMANDI DIGITALI. Aggressor crx

 

hitec-optikIn un ventennio caratterizzato dalla galoppante evoluzione tecnologica,noi modellisti non potevamo che trarne vantaggio, infatti al giorno d’oggi con cifre piuttosto abbordabili possiamo comprare un buon radiocomando digitale dotato di un display lcd (anche retroilluminato) e dotato di svariate funzioni di regolazione. Un’altra caratteristica che noteremo facilmente sono i “trim” digitali,infatti su questo tipo di radiocomandi sono dei semplici bottoni anziché delle levette a scatto come per le radio analogiche,può sembrare insignificante come differenza,ma provate a urtare accidentalmente sul trim del gas con una radio analogica……bè non fa piacere…..invece con un trim digitale al massimo in caso di urto accidentale avremo un’insignificante variazione. Per farvi capire i vantaggi che avrete con un radiocomando digitale devo per forza di cose menzionare quelle che sono le regolazioni base che troverete su tutti i tipi di radio digitali e i vantaggi che vi offriranno.

Fine-corsa: Innanzitutto dovete sapere che tutti i servocomandi hanno una corsa di 40°/60° tale corsa in determinati casi può risultare eccessiva (nel caso del comando dello sterzo che arrivando in “battuta” provoca uno sforzo eccessivo ed inutile del relativo servo) e proprio in casi come questo tale funzione risulterà estremamente utile. Un altro esempio è quello in cui avendo un modello troppo “nervoso” in curva o nei casi di un modello “sovrasterzante” cioè che tende ad andare in testacoda, possiamo ridurre ulteriormente l’angolo di sterzata in modo da avere una guida meno nervosa, ovviamente però non risolveremo un problema di assetto. Un’altra utilità che può avere questa funzione inoltre è quella di regolare la forza della frenata nonché l’apertura massima del comando del gas, decisamente utile a chi è alle prime armi in fatto di guida in modo da non accelerare al massimo anche quando affondiamo il comando del gas.

Esponenziale: Questa funzione ci permette di regolare la velocità di risposta dei singoli servocomandi,decisamente utile anch’essa in caso di modelli difficili da controllare sia per quanto riguarda la sterzata che l’accelerazione. Queste appena riportate sono le funzioni principali più importanti che hanno tutti i radiocomandi digitali in commercio ovviamente avrete anche altre funzioni come per esempio la “memorizzazione del modello”,utilissima se non indispensabile nel caso usiate lo stesso radiocomando per guidare più di un modello,infatti una volta salvati i parametri vi basterà passare da una memoria all’altra per ritrovare tutte le vostre impostazioni senza dover riprogrammare tutto daccapo ogni qual volta usiate la radio su di un modello differente al precedente. Ovviamente ci sono anche altre piccole “chicche” come timer incorporato e da non sottovalutare l’indicatore di carica delle batterie del radiocomando stesso anziché avere i led colorati decisamente meno precisi.

Anche per quanto riguarda i radiocomandi posso dire di avervi illustrato tutto ciò che dovreste sapere per poter fare una giusta scelta ovviamente sempre in base alle vostre esigenze.

~ di modelfreedom su 10 Febbraio, 2009.